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Error 508: Resource Limit Is Reached

L’Error 508: Resource Limit Is Reached indica che il sito ha superato le risorse disponibili per il piano associato e per questo motivo viene temporaneamente sospeso per evitando di compromettere l’intero server.

E’ possibile trovare riscontro in cPanel alla voce “Resource Usage”.

I casi più comuni:
– un picco di visite in un breve lasso di tempo
– CMS e database non ottimizzati
– uno script o un cronjob pesante andato in loop
– un bug del CMS o di un suo componente (tema, plugin, etc)

Consigli:
– mantenere sempre il CMS ed i suoi componenti aggiornati
– fare caso se trova corrispondenze temporali tra il momento in cui visualizza il messaggio ed un altro evento come appunto il picco di visite o l’operazione in backend.

Potrà quindi valutare se far effettuare un’analisi del CMS da un tecnico terzo (ad esempio un analista/programmatore) o considerare l’opportunità di un upgrade ad un piano superiore.

Se riscontra quindi un superamento delle risorse sul server del suo hosting è consigliabile il passaggio ad un servizio più performante.

Dove posso trovare i template del sitebuilder?

Direttamente sul sito del produttore è possibile visualizzare i template disponibili con la funzionalità presente sul nostro pannello di controllo cPanel per la costruzione di un semplice sito web.
Questo è il Link

Come posso visualizzare il mio sito prima che i dns si siano propagati?

Come posso visualizzare il mio sito prima che i dns si siano propagati?

Ricordiamo che la propagazione dei DNS può richiedere fino a 24-48 ore.

Alla registrazione di un nuovo dominio lo spazio hosting sul server viene creato immediatamente e attraverso i link provvisori è possibile accedere la pannello di controllo o accedere all ftp per caricare i file. Se si vuole verificare se un sito, ad esempio dopo un trasferimento, funziona correttamente senza però aver ancora trasferito il dominio è necessario seguire questa guida.

E’ necessario impostare i seguenti DNS sul proprio PC e poter visualizzare il sito web.

l’ip da impostare verrà fornito su richiesta.

Windows 7:

  1. click sulle Risorse di rete col tasto destro e selezionare Proprietà.
  2. selezionare Modifica impostazioni scheda
  3. individuare la propria connessione e click destro e poi su proprietà
  4. selezionare Protocollo internet versione 4 (TCP/IPv4) e premere Proprietà
  5. mettere il segno di spunta su Utilizza i seguenti indirizzi server DNS
  6. nei campi inserire l’ip da noi fornito
MAC OS X:
  1. Selezionare Impostazioni
  2. Selezionare Network
  3. selezionare DNS ed inserire l’ip da noi fornito.

Come trasferire un sito senza avere downtime?

Trasferire un sito da un server ad un altro è un’operazione che deve essere eseguita da personale esperto.

Doverosa precisazione: prima di effettuare la procedura di trasferimento del sito web, occorre effettuare il trasferimento dominio. Fatto questo primo passaggio che ti permetterà di usufruire di servizi web migliori rispetto magari a quelli del tuo attuale Provider, puntando quindi su soluzioni Web Hosting performanti.

Descriviamo ora in linea generale gli step da seguire per operare in autonomia.

Passo 1:

La prima cosa da fare è effettuare un backup completo del sito e dei database (se presenti) e salvare il tutto su un proprio computer. E’ possibile fare ciò accedendo via FTP e scaricando tutti i file e via phpMyAdmin effettuando un’esportazione del database associato tramite l’apposita funzionalità.
Passo 2:

Dopo aver acquistato un servizio hosting si riceverà una mail contenente tutti i dati di accesso e link di accesso temporanei dove poter accedere e caricare i nostri file. Se avete scelto un server linux vi sarà cPanel come pannello di controllo, da lì è possibile ricreare database, utente ed associarli.
Passo 3:

Accedere nel nuovo hosting via FTP (utilizzando se necessario gli accessi temporanei in caso il dominio punti ancora altrove) e caricare tutti i file sotto la directory “public_html”.

Passo 4:

Da cPanel tramite phpMyAdmin importare il dump del database precedentemente effettuato nel nuovo database

Passo 5:

Aggiornare il file configurazione con le nuove credenziali di accesso MySQL (il server Mysql è sempre localhost).

Passo 6:

Testare il corretto funzionamento del sito web modificando il file hosts del proprio PC, questo permetterà di raggiungere il dominio nel nuovo server prima ancora che questo si sia realmento trasferito in termini di DNS. Per fare ciò si può seguire questa guida:

Una volta che il dominio è stato trasferito troverà il sito già online, visto che era stato già caricato sull’FTP dal nostro staff al passo 2.

In caso di problemi contattare il nostro supporto Tecnico tramite ticket dall’area clienti.

Come cambiare i DNS sul mio pc?

Può essere necessario in certi casi modificare i DNS del proprio PC.

Un esempio potrebbe essere quando si sta trasferendo il proprio dominio su un altro Hosting e si vuole accedere preventivamente all’hosting senza che però il dominio sia stato già trasferito.

Di seguito indichiamo una guida operativa:

Windows 7:

  • Apriamo il Pannello di Controllo e poi andiamo su Centro Connessioni di Rete e Condivisione
  • In questa schermata a sinistra click su Modifica impostazioni scheda
  • Click col tasto dx sulla connessione e selezioniamo proprietà
  • Individuiamo Protocollo Internet versione 6, oppure la versione 4 e click su proprietà
  • Click su Avanzate e poi il tab DNS
  • nella parte di sopra aggiungiamo i DNS che vogliamo che siano utilizzati e click suAggiungi
  • Ora basterà riavviare la connessione.
Windows XP:
  • Andiamo sul Pannello di controllo dal menù Start
  • Click su Connessione di Rete
  • Click col tasto dx del mouse sulla connessione e poi proprietà
  • Selezionare Protocollo TCP/IP e click su proprietà
  • Click su Utilizza i seguenti indirizzi server DNS
  • Inseriamo gli indirizzi su DNS preferito e alternativo
  • Click su Ok e poi riavviamo la connessione.

Windows Vista:

  • Apriamo il Pannello di Controllo e poi andiamo su Visualizza status del network
  • Click su Visualizza status
  • Click col tasto dx e poi proprietà (se vengono richiesti i permessi andiamo avanti)
  • Individuiamo Protocollo Internet versione 6, oppure la versione 4 e click su proprietà
  • Click su Utilizza i seguenti indirizzi server DNS
  • Inseriamo gli indirizzi su DNS preferito e alternativo
  • Click su Ok e poi riavviamo la connessione.
Mac OSX:
  • Andiamo su Impostazioni > Network
  • Selezioniamo come metodo di connessione Airport per Wi-Fi o Ethernet > Avanzate
  • Selezionate il tab DNS
  • Modificate gli indirizzi IP
Gestione dei permessi file (CHMOD)

Gestione dei permessi file (CHMOD)

Questa guida è rivolta solo a personale esperto.

L’impostazione dei permessi dei file del vostro sito è una cosa molto importante e su cui bisogna mettere la massima attenzione, questo perché tale operazione permette al server hosting di operare correttamente proprio sui file in questione.

Inoltre bisogna sottolineare l’importanza del fattore sicurezza dato che molti di questi permessi (come ad es. quelli di configurazione) necessitano di una protezione e non dovrebbero essere manipolabili da script esterni.

L’impostazione errata dei permessi sul server potrebbe causare problemi di funzionamento del sito, per cui è necessario operare le modifiche con la massima attenzione.

Prima possibilità: Utilizzare File Manager all’interno di cPanel

Uno dei modi più immediati per modificare i permessi dei file è quello di utilizzare il pannello di controllo cPanel, in particolare il File Manager (lo stesso utilizzato per impostare il mod_rewrite).

Per modificare i permessi si può seguire la procedura che riportiamo di seguito:

1.  Fare login all’interno del cPanel del sito di interesse.
2.  Fare click su “Gestione File” (File Manager).
3.  Selezionare mediante click con il tasto sinistro del mouse il file che si desidera modificare in termini di permessi.
4.  Selezionare il link in alto a destra “Cambia permessi” (Change Permissions).
5.  Inserire i permessi desiderati secondo la griglia riportata (spiegata nel seguito della FAQ).
6. Cliccare su “Cambia” per confermare la modifica.

Seconda possibilità.: utilizzando un client FTP

Connettersi al sito mediante FTP (ad esempio FileZilla), selezionare il file e fare click con il tasto destro. Selezionare a questo punto “Permessi” oppure “Attributi” oppure, in FileZilla, “Permessi file…” e, a questo punto, impostarli come desiderato cliccando alla fine su “Ok” per confermare la scelta.

Mediante FTP è molto comodo impostare, se necessario, anche i permessi di un gruppo di file o di una cartella spuntando l’apposita opzione.

Terza possibilità: utilizzando SSH oppure uno script apposito

Questa operazione può essere eseguita a basso livello mediante il comando CHMOD.

Cosa significano i permessi?

I permessi dei file indicano, in sostanza, ciò che ogni utenza è autorizzata a compiere in termini di scrittura del file, lettura ed esecuzione.

ProprietariGruppoPubblici
Lettura
Scrittura
Esecuzione

Nella tabella esemplificativa che riportiamo le colonne rappresentano le tipologie di utenti: la prima identifica il “Proprietario”, ovvero tipicamente il webmaster del sito, colui che possiede l’accesso mediante cPanel al sito. Il “Gruppo” rappresenta invece tutte le eventuali altre utenze presenti sul server, mentre i “Pubblici” non sono altro che gli utenti ordinari del WWW.

Ogni riga rappresenta il tipo di permesso specifico che può essere settato, quindi nominalmente lettura, scrittura ed esecuzione del file. È molto importante che sia “Gruppo” che “Pubblici” possiedano il permesso di leggere, ovvero visualizzare, i file del sito: in caso contrario potrebbe verificarsi un errore 403 durante l’ordinario utilizzo del sito da parte degli utenti (si vedano per maggiori informazioni i codici di errore del server).

All’interno del programma “Gestione File”, inoltre, è importante sapere che i permessi sono codificati attraverso numeri: in alcuni casi i numeri potrebbero essere quattro (ad esempio 0755), il che è del tutto equivalente a considerare soltanto gli ultimi tre (755).

I numeri rappresentano una combinazione univoca di permessi che abbiamo concesso al file oppure alla cartella del nostro sito: nella combinazione 755, la prima cifra si riferisce al gruppo “Proprietario”, la seconda al “Gruppo”, la terza al “Pubblico”. Il permesso di lettura viene codificato come 4, quello in scrittura come 2, quello in esecuzione come 1, mentre la mancanza di un permesso è la cifra 0. Sono ammesse anche combinazioni degli stati appena citati, ovvero:
– Lettura e scrittura viene codificato come 3 (2+1)
– Lettura ed esecuzione viene codificato come 5 (4+1)
– Lettura e scrittura viene codificato come 6 (4+2)
– Lettura, scrittura ed esecuzione viene codificato come 7 (4+2+1)

A questo punto tutto quello che è necessario sapere si riassume così: i file devono possedere permessi 644 oppure 755, le cartelle devono possedere attributi necessariamente pari a 755. In termini di sito web, in molti casi il permesso di esecuzione su un file è del tutto indifferente, non dovreste notare alcuna differenza in termini pratici. Tutti i file presenti nella cartella cgi-bin, infine devono possedere permessi 755.
Impostazioni avanzate

Durante la fase di debug di un sito potrebbe esser necessario impostare i permessi a 777, ovvero il massimo della libertà: questa impostazione non è ammessa su tutti i server e, in generale, è del tutto equivalente alla classica 755 per la maggioranza degli script diffusi sul web.

Se uno script richiede necessariamente il permesso 777, quindi, potrebbe trattarsi di un problema di codice oppure lo stesso potrebbe risultare obsoleto e non più funzionante.
Rischi per la sicurezza

Il più grande problema per la sicurezza di un sito consiste, come è facile immaginare, nel fornire permessi di scrittura agli utenti “Gruppo” e “Pubblici”, in quanto consentirebbe agli utenti malintenzionati di modificare o cancellare elementi del vostro sito.

Le ultime due cifre della combinazione dei permessi, come regola generale, non dovrebbe mai essere uguale alle cifre 2, 3, 6, 7.

Alcuni script, inoltre, sono problematici in termini di permessi perché richiedono necessariamente il 777, ed il sistema potrebbe considerare – a seconda dei casi e delle configurazioni sottostanti il server – l’utente PHP come “nobody”: si veda per approfondimenti la FAQ relativa agli handler PHP.

Permessi dalla shell di Linux/Unix
Come abbiamo visto in precedenza, i permessi possono essere rappresentati in modi differenti mediante una combinazione di tre o quattro cifre: se si utilizza SSH, tuttavia, i permessi compariranno come segue:
drwxr-xr-x
0123456789
Il primo carattere rappresenta il tipo di file e può essere ignorato, ai nostri scopi, mentre le tre lettere successive, invece, codificano rispettivamente lettura (r), scrittura (w) ed esecuzione (x). Le successive tre lettere, invece, rappresentano i permessi del “Proprietario”: si noti inoltre come il trattino “-” indichi la mancanza di permessi.

rwx rappresenta quindi i permessi ordinari del “Proprietario”, r-x quelli del “Gruppo” e (le ultime tre lettere)  quelli “Pubblici”:  r-x significa che la scrittura non è ammessa, in particolare, per quel determinato ruolo.
Tabella di FileZilla
Codifica numerica
Codifica Linux

755 oppure 0755
drwxr-xr-x

644 oppure 0644
drw-r–r–

700 oppure 0700
drwx——

777 oppure 0777
drwxrwxrwx

Come eliminare email dalla webmail

Per poter liberare spazio disco sul proprio hosting è necessario procedere nel modo seguente:

1)     Accedere alla propria webmail: webmail.miodominio.it
2)     Selezionare le email che si vogliono cancellare tenendo premuto il tasto CTRL (su Windows) o CMD (su Mac);
3)     Cliccare sui tasti Elimina
4)     A questo punto lo spazio non è stato ancora liberato in quanto è necessario svuotare il cestino, quindi cliccare sull’icona cestino presente sulla sinistra e ripetere la stessa operazione effettuata nel punto 3

Eliminare la Cache DNS

Questa guida è molto utile nei casi in cui si facciano delle variazioni sui DNS

La Cache DNS memorizza tutti gli indirizzi IP dei webserver che contendono informazioni sulle pagine visitate di recente.
Se ad esempio cambia l’IP del tuo Hosting o quest’ultimo viene migrato su un altro server prima che questa cache venga aggiornata non riuscirai a visualizzare il tuo sito web.
Se visualizzi l’errore 404 è necessario pulire la cache, ciò permetterà la corretta risoluzione dei nuovi DNS.

Di seguito la procedura per i Sistemi operativi più utilizzati:

Windows 8

  • Premi Win + X per aprire WinX Menù
  • Click destro su Prompt dei Comandi e seleziona Esegui come Amministratore (Run as Administrator)
  • Inserisci il seguente Comando: ipconfig /flushdns

Se il comando è andato a buon fine visualizzerai il seguente messaggio:

Windows IP configuration successfully flushed the DNS Resolver Cache.

Windows 7

  • Click su Start
  • Scrivi cmd nel campo di ricerca del Menù Start
  • Click destro su Prompt dei Comandi e seleziona Esegui come Amministratore (Run as Administrator)
  • Inserisci il seguente Comando: ipconfig /flushdns

Se il comando è andato a buon fine visualizzerai il seguente messaggio:

Windows IP configuration successfully flushed the DNS Resolver Cache.

Windows XP, 2000 o Vista

  • Click su Start
  • Click su Run (se su Vista non visualizzi il pulsante Run scrivi Run nel menù di ricerca)
  • Inserisci il seguente Comando: ipconfig /flushdns

MacOS 10.7 e 10.8

  • Click su Applicazioni
  • Click su Utiliy
  • Click su Terminale
  • Inserisci il seguente comando: sudo killall -HUP mDNSResponder (questo comando deve essere eseguito come amministratore quindi è necessario inserire la password)

MacOS 10.5 e 10.6

  • Click su Applicazioni
  • Click su Utiliy
  • Click su Terminale
  • Inserisci il seguente comando: sudo dscacheutil -flushcache

Come bloccare un IP tramite .htaccess

Può capitare di avere la necessità di bloccare un indirizzo IP per impedire che acceda al nostro sito web. Per fare ciò possiamo inserire una regola nel nostro file .haccess nel seguente modo.

Supponiamo che l’IP a cui negare l’accesso sia 79.85.1.155 in questo caso possiamo inserire, apriamo dunque il file .htaccess con un editor di testo via FTP o via Gestione Documenti da cPanel ed inseriamo:

order allow,deny
deny from79.85.1.155
allow from all

E’ possibile inserire più IP a cui negare l’accesso o addirittura un intero range di indirizzi:

order allow,deny
deny from 79.85.1.0/24
allow from all

In questo caso tutti gli IP compresi da 79.85.1.0 a 79.85.1.255 verranno bloccati.

Potremmo avere l’esigenza in alcuni casi particolari di consentire l’accesso solo a determinati IP e negarlo a tutto il resto del mondo.

Questa necessità può derivare dalla possibilità di dover lavorare su un sito web a seguito di un’infezione per impedire che l’attaccante possa continuare ad accedere. In questo modo potremo consentire l’accesso solo al nostro IP (supponiamo che il nostro IP è: 185.1.10.200) in modo che possiamo risolvere il problema eliminando i file infetti e aggiornando l’installazione. Quindi nel nostro file .htaccess inseriamo:

order allow,deny
allow from 185.1.10.200
deny from all

NB: queste guide sono rivolte solo a personale esperto

esempi mod_rewrite Apache

Il modulo mod_rewrite è probabilmente uno dei moduli apache più noti e diffusi: permette di gestire al meglio gli URL del nostro sito, personalizzando svariate opzioni utili nell’ambito dell’indicizzazione sui motori di ricerca dei contenuti. Il modo più usato per accedere alle impostazioni di questa componente del server consiste nel modificare il file .htaccess (il punto davanti indica che si tratta di un file nascosto, che solitamente è accessibile e modificabile anche mediante FTP), il quale deve essere posto nella cartella /public_html oppure, a seconda dei casi, /www.

Di seguito si riportano alcuni esempi utili da cui poter prendere spunto per configurare il proprio sito a seconda delle necessità: da tenere presente che 1) non è garantito che tutte le configurazioni funzionino su tutti i server e per tutte le tipologie di siti e CMS 2) se combinate più parti di esempi –  ad esempio due redirect differenti che devono funzionare sullo stesso sito- non è necessariamente sufficente fare copia-incolla ma bisogna “fondere” le configurazioni a formare un unico file con sintassi valida (si veda la documentazione ufficiale per maggiori informazioni).

#specifica la pagina di default del sito
DirectoryIndex miaindex.html

 

#redirect da alfa.html verso beta.php

RewriteEngine on

RewriteRule ^/?alfa\.html$ beta.php [L]

#redirect da tutti i file con estensione .html ad altrettanti .php

# ovvero : “cambia” o maschera l’estensione dei file

RewriteEngine on

RewriteRule ^/?([a-z/]+)\.html$ $1.php [L]

#nasconde l’estensione .PHP dal nome del file

RewriteRule ^/?([a-z]+)$ $1.php [L]

#redirect SEO-friendly

#da https://miosito.com/mostra.php?paese=ITALIA&regione=Marche&citta=Ancona

verso https://miosito.com/ITALIA/Marche/Ancona

 

RewriteRule ^/?([a-zA-Z_]+)/([a-zA-Z_]+)/([a-zA-Z_]+)$ mostra.php?paese=$1&regione=$2&citta=$3 [L]

 

#solo i seguenti IP possono accedere al tuo sito
allow from 64.95.219.140
allow from 210.23.45.67

 

# Redirect globale (di tutte le pagine) da vecchio.com oppure www.vecchio.com a nuovo.it
Options +FollowSymLinks
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www.vecchio.com$ [OR]
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^vecchio.com$
RewriteRule ^(.*)$ https://www.nuovo.it/$1 [R=301,L]

 

#evitare che il sottodominio1 sia accessibile, e re-direziona automaticamente al dominio principale
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^sottodominio1\.dominio-principale\.com$ [OR]
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www\.sottodominio1\.dominio-principale\.com$
RewriteRule ^(.*)$ “http\:\/\/www\.dominio-principale\.com\/$1” [R=301,L]

 

# Non consentire il prefisso .www
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^www\.(([a-z0-9_]+\.)?miosito\.it)$ [NC]
RewriteRule .? https://%1%{REQUEST_URI} [R=301,L]

 

# Utilizza sempre il prefisso .www
RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTP_HOST} ^([a-z.]+)?example\.com$ [NC]
RewriteCond %{HTTP_HOST} !^www\. [NC]
RewriteRule .? https://www.%1miosito.it%{REQUEST_URI} [R=301,L]

 

# All’apertura del sito definisci una sotto-directory di default
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteRule ^$ /directory-default/ [R=301,L]
< /IfModule>

 

# Redirect da una vecchia cartella alla nuova
RewriteEngine on
RewriteRule ^/?vecchia([a-z/.]*)$ /nuova$1 [R=301,L]

 

# Utilizza sempre il protocollo https (SSL)
RewriteEngine On
RewriteCond %{SERVER_PORT} 80
RewriteRule ^(.*)$ https://www.miosito.it/$1 [R=301,L]

 

# blocca il traffico dai referer indesiderati
RewriteEngine on
Options +FollowSymlinks
RewriteCond %{HTTP_REFERER} sitospam1\.com [NC,OR]
RewriteCond %{HTTP_REFERER} motorericerca2\.com [NC,OR]
RewriteCond %{HTTP_REFERER} forumspam3\.com [NC]
RewriteRule .* – [F]

 

# indica i tipi di file NON ammessi sul server
RewriteEngine on
RewriteRule .*\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp|exe|swf)$ – [F,NC]

 

# evita hotlinking delle immagini

RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^$

RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^https://(www\.)?miosito\.it/ [NC]

RewriteRule \.(gif|jpg|png)$ – [F]